RnS: 44ª Conferenza nazionale animatori. Card. Feroci, “non smettere mai di essere misericordiosi, come ci esorta Papa Francesco”

“E voi siete tutti miei fratelli” (Mt 23, 8). Questo il versetto evangelico che guida la 44ª Conferenza nazionale animatori online del Rinnovamento nello Spirito Santo (oggi e domani): l’evento viene trasmesso in diretta su piattaforma digitale (www.rinnovamento.org) da Sacrofano (Roma). La seconda sessione – incentrata sulla consolazione, con riferimento alla carità materiale – nel pomeriggio ha visto come relatore il neo cardinale Enrico Feroci, rettore del santuario della Madonna del Divino Amore in Roma, già direttore della Caritas diocesana di Roma, su “Signore, se fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto” (Gv 11, 32b) “Responsabili delle fragilità degli altri” (FT, 115).

“Ringrazio il presidente Martinez per l’invito perché in questo momento sento forte la presenza di Dio: anche per me è un momento di grazia”. Facendo poi riferimento al tema e alla Parola di San Paolo, ha riflettuto sul valore della “responsabilità”: “Noi dobbiamo sentirci responsabili della situazione degli altri – ha esordito Feroci – e non possiamo farne a meno perché apparteniamo al Corpo di Cristo e siamo chiamati a farci carico dei bisogni e delle fragilità altrui”. A ciò, si aggiunge un altro termine chiave: la “condivisione”, che “non tocca solo la questione del denaro ma anche del tempo libero, del modo in cui gestiamo la nostra vita quotidiana”. Esiste inoltre la “teologia del dono: Dio ha dato se stesso per noi e noi, a nostra volta, non possiamo non essere dono per gli altri e nella nostra storia di fede abbiamo avuto tanti testimoni che si sono messi a servizio del prossimo”. “Qual è il fine di Dio? Cosa ci propone con l’effusione della sua grazia?”, ha chiesto all’assemblea il porporato, elencando alcuni passaggi della Scrittura: “La risposta la si trova nel Vangelo di Matteo (9, 9-13), perché sappiamo che Gesù non è venuto a curare i sani e a chiamare i giusti”. Un altro richiamo è custodito nel testo evangelico di Giovanni, al capitolo 17, dove c’è quella che chiamiamo “preghiera sacerdotale”; poi, il capitolo 13 del Vangelo di Matteo (“la perla preziosa”). “Di Dio – ha concluso – bisogna dire infinitamente di più: di un Dio capace di ammirazione e mai deluso nei confronti dell’uomo, di un Dio che dichiara di aver bisogno del nostro aiuto, che non salva senza la nostra cooperazione. Voglio trasmettervi, quindi, il valore di una conversione nella conoscenza del Padre, che per primo ci ha amato con l’augurio di percepire fino in fondo il dono che ci ha fatto e di non smettere mai di essere misericordiosi, come ci esorta Papa Francesco”.

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