Comincia domani a Ginevra il Global Refugee Forum. Tra gli eventi preparatori Caritas Internationalis e i suoi partner (Federazione delle Chiese evangeliche – FCEI, International Catholic Migration Commission – ICMC Europe) presentano oggi – 12 dicembre – “Complementary Pathways to Europe. From humanitarian to labour and education corridors” (Percorsi alternativi verso l’Europa, dai corridoi umanitari a quelli lavorativi e formative). Caritas Italiana, presente a Ginevra con una delegazione (Oliviero Forti, servizio politiche migratorie, e Paolo Valente, vicedirettore di Caritas Italiana), porta l’esperienza dei corridoi umanitari che fino ad ora (per la parte curata dalle Caritas) hanno dato nuove prospettive a 1.300 persone provenienti da Etiopia, Turchia, Giordania, Niger e Pakistan. “I corridoi umanitari”, ha detto Forti, “non solo aprono vie sicure per i rifugiati, ma diventano per le comunità che accolgono preziose occasioni di conoscenza e di crescita”. Al centro dell’incontro anche i corridoi lavorativi e i corridoi formativi. Il progetto dei corridoi umanitari affidato a Caritas Italiana è interamente finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana e viene realizzato grazie all’impegno delle diocesi italiane. L’evento fa parte di Eu-Passworld, un progetto triennale che ha l’obiettivo di sviluppare l’accoglienza delle comunità e i percorsi alternativi per i rifugiati. Il progetto è realizzato nel periodo 2022-24 da un consorzio di 11 partner statali, della società civile e di organizzazioni religiose, e implementa attività specifiche per espandere i corridoi lavorativi e formativi in Belgio, Irlanda e Italia.